LINEE GUIDA 2002
per il Trattamento della Malattia di Parkinson
Neurological Sciences
Supplement Volume 23 - September 2002
Splinger - Verlag 2002
(clicca sull'immagine per scaricare la copertina)
PREFAZIONE
Prof. Bruno Bergamasco
Questa seconda edizione (2002) delle “Linee Guida per il Trattamento della Malattia di Parkinson” nasce dalla necessità, dopo due anni, di un aggiornamento dell'atteggiamento che il Neurologo deve avere nei confronti della diagnosi e delle prospettive terapeutiche. Il trattamento di questa malattia, com'è noto, deve durare per l’intera vita del paziente e modificarsi con l’evoluzione naturalmente e inesorabilmente progressiva dell’affezione.
Si è voluto per questo ampliare i criteri diagnostici, che come esposto sono praticamente clinici anche se possono avere un certo margine di errore: dai dati attendibili e recenti di Jankovic et al. [1] basati su un follow-up di circa 6 anni ed in alcuni casi reperti autoptici, si evince che solo nel 8,1% la diagnosi clinica non è stata confermata. Questo accurato studio (su 800 pazienti reclutati per una precedente indagine svolta un decennio fa) fa giustizia di numeri in libertà (è stato riferito recentemente che il 45% delle diagnosi sono errate). Tali affermazioni non corrette sono suggerite probabilmente a scopo commerciale, e indicano che solo la SPECT con il radiotracciante Ioflupane è in grado di fornire una diagnosi sicura di malattia di Parkinson; asserzione assolutamente erronea (tutt’al più utile nella diagnosi differenziale tra malattia di Parkinson e tremore essenziale), in quanto il gruppo severo di parkinsonismi (MSA, PSP, etc.) non viene identificato, poiché il radiotracciante informa sulla funzionalità dei neuroni dopaminergici della substantia nigra e non dice se c’è perdita dei neuroni striatali (come infatti succede nei vari parkinsonismi). Recentemente Morrish pubblica su Movement Disorders [2] un paper dal titolo “Is it time to abandon functional imaging in the study of neuroprotection?”.
Tali informazioni errate tendono, tramite giornali forse sensibilizzati da case produttrici di strumenti e traccianti, a stimolare medici, pazienti e l’opinione pubblica a richiedere questi tipi di esami come routine, facendo carico al SSN del loro elevatissimo costo (oltre 3.300.000 di vecchie lire per fiala di radiotracciante), senza evidente proporzionale utilità. Anche come conseguenze terapeutiche nella eventualità di diagnosi Prefazione preclinica con le sopradette indagini, non vi sarebbero conseguenze pratiche, in quanto non vi è alcun dato provato sul vantaggio della terapia precoce e dell’eventuale neuroprotezione (vedi citato lavoro di Morrish su Movement Disorders). Le recenti Linee Guida ribadiscono con l’accordo di tutti gli Autori, la complementarietà di questi esami onde evitare sprechi, “misuse” o “abuse”.
Altro punto di novità è la parte dedicata alla terapia chirurgica della malattia di Parkinson ed in particolare alla stimolazione del nucleo subtalamico (DBS), ormai con casistiche mondiali assai consistenti. Si è voluto indicare Linee Guida sulla selezione dei pazienti candidati a questo intervento, sulla procedura chirurgica e sull’indispensabile follow-up. Nello stesso Capitolo sono indicate anche le modificazioni della terapia medica post-intervento e gli eventuali effetti collaterali.
La preziosa collaborazione della Dott.ssa E. Torre della Clinica Neurologica I dell’Università di Torino ha facilitato l’opera di fusione dei vari contributi. A Lei va il mio ringraziamento; alla Bristol-Myers Squibb il nostro grazie per il contributo fornito alla realizzazione di questo importante progetto.







