LINEE GUIDA 2000
per il Trattamento della Malattia di Parkinson
Neurological Sciences
Supplement Volume 21 - October 2000
Splinger - Verlag 2000
PREFAZIONE
(pubblicato dicembre 2000)Prof. Bruno Bergamasco
Nel 1999, quando fui eletto Presidente della LIMPE, misi come primo punto del mio programma la stesura delle Linee Guida per il Trattamento della Malattia di Parkinson. Questo perché numerose Società Scientifiche di altre Nazioni (americana, spagnola, etc.) lo avevano già fatto o lo stavano facendo e per le numerose richieste dei medici generalisti e dei neurologi di base che auspicavano un'opera di consultazione agile ed aggiornata sui principi diagnostici e sulla condotta terapeutica nella malattia di Parkinson. Un’ulteriore ragione nasceva dal fatto che nell'ultimo triennio erano emerse alcune importanti novità in campo farmacologico e chirurgico corredate da precise indicazioni relative ai tempi e alle modalità di impiego nel trattamento della malattia (inibitori delle COMT, nuovi dopaminoagonisti non ergolinici, deep brain stimulation - DBS).
Anche le vecchie diatribe sul timing di impiego della L-dopa e dei dopaminoagonisti si erano rivelate non così imperative come nel passato. Le conoscenze sull'eziopatogenesi si erano accresciute (genetica, meccanismi dello stress ossidativo) e qualche speranza di un criterio diagnostico oggettivo stava emergendo dagli studi SPECT con traccianti particolari.
Queste le ragioni obiettive. Altre motivazioni nascono dalla mia esperienza di neurologo che si è particolarmente dedicato alla malattia di Parkinson. L'accorgersi e il verificare che la malattia parkinsoniana interessa non solo la motricità dell'uomo in modo grossolanamente evidente, ma tutti i sistemi adattativi (l'autonomia neurovegetativa, dalla temperatura corporea alla motilità intestinale e vescicale, etc.) e la mente (dalla visuospazialità, al linguaggio, all'attenzione, alla memoria, alla percezione), non può che condurre alla conclusione che la malattia nel suo insieme provoca un globale disturbo della vita di relazione. La malattia di Parkinson deve essere pertanto considerata come "malattia della vita di relazione" in senso squisitamente biologico, con un interessamento della globalità dei sistemi relazionali (con gradi diversi di compromissione) ancora più esteso che nelle malattie proprie ed esclusive del cervello (malattia di Alzheimer ad esempio). A differenza di queste ultime, tuttavia, esistono per la malattia di Parkinson possibilità terapeutiche in gran parte ad azione sintomatica, ma che lasciano prevedere per il futuro anche possibili effetti sull'evoluzione della malattia stessa (DBS, nuove molecole in sperimentazione inibenti l'acido glutammico e la perossidazione). L'applicazione di questi nuovi approcci terapeutici richiede il coinvolgimento di diverse competenze (internistiche, endocrinologiche, psichiatriche, fisiatriche), ma essenzialmente una solida cultura e pratica neurologica in grado di giungere ad un inquadramento corretto dell'affezione e di discriminare le varianti della malattia (in particolare atrofie multisistemiche - MSA), in quanto la diagnosi di malattia di Parkinson è a tutt'oggi esclusivamente clinica e associata all'efficacia del trattamento neurofarmacologico.
È per questi motivi che viene meno la figura del medico parkinsonologo a favore della figura del neurologo con particolare esperienza nel campo della malattia di Parkinson (e lo stesso vale per l'epilettologo). Inoltre, nella malattia di Parkinson vi è una elevata presenza di comorbidità, in parte correlata all'età di insorgenza della malattia, il che complica le competenze e spesso l'approccio terapeutico specifico.
Una volta ottenuta l'approvazione del Consiglio Direttivo della LIMPE per questo mio progetto, ho cercato di individuare una quindicina fra neurologi, farmacologi e genetisti di massima competenza nei vari aspetti della malattia che nel corso di lunghe e afose (luglio e agosto!!) riunioni plurigiornaliere hanno steso queste Linee Guida. La preziosa collaborazione di G. Abbruzzese, U. Bonuccelli, L. Lopiano ed E. Martignoni ha permesso di collegare i diversi argomenti degli Autori (riportati in calce) per dare continuità e agilità allo scritto. Cosa che penso riuscita e che spero possa essere di utilità a chi, in vario modo, si occupa dei pazienti affetti dalla malattia di Parkinson.
Un ringraziamento particolare a M. Rizzone ed E. Torre della Clinica Neurologica di Torino per l'aiuto nelle fasi finali dell'organizzazione del testo.
Desidero altresì ringraziare Bristol-Myers Squibb Pharma Italia che ha contribuito alla realizzazione di questo importante progetto.
Sono Coautori delle Linee Guida per il Trattamento della Malattia di Parkinson:
G. Abruzzese, A. Albanese, A. Antonini, P. Barone, V. Bonifati, U. Bonuccelli,
F. Bracco, G. Corsini, P. Lamberti, L. Lopiano, U. Martignoni, L. Morgante,
S. Ruggieri, M. Zappia.







